The hidden focus

by Luca Catalano Gonzaga

Composto da 5 accampamenti e con una popolazione di oltre 420.000 rifugiati, Dadaab, situato nel nord del Kenya, a pochi chilometri dal confine con la Somalia, è il più grande campo profughi del mondo. Tre quarti della sua popolazione sono bambini sotto i 12 anni, donne e anziani. Il campo è stato originariamente aperto come temporaneo nel 1992 ed è tuttora una casa per persone in fuga da carestie, siccità e guerre. La popolazione ha continuamente lottato per sopravvivere e vivere tra gli effetti di un’emergenza prolungata senza una chiara fine in vista. I media internazionali hanno dimenticato questo popolo per molto tempo ma il recente Accordo Tripartitico tra i governi keniota e somalo e l’UNHCR che stabilisce le condizioni per il rimpatrio volontario dei rifugiati somali, sta concentrando la loro attenzione sulle persone dimenticate di Dadaab. Secondo il sondaggio di Medici Senza Frontiere del marzo 2014, solo 1 su 5 rifugiati vuole tornare in Somalia. La ragione per cui la maggior parte dei somali è fuggita dalla loro casa oggi è rilevante più che mai e impedisce alla maggior parte dei rifugiati di prendere in considerazione il ritorno in Somalia oggi o in qualsiasi momento nel breve periodo. Preferiscono vivere in una “casa” che offre paura, insicurezza e condizioni di vita sovraffollate invece di partire da zero nel loro paese. Nel campo profughi di Dadaab il primo passo per fornire ai rifugiati cibo e acqua è identificarli. Nel calore soffocante della tenda, le donne, i bambini e gli anziani appena arrivati affrontano il processo di foto-identificazione. Ho scattato queste foto un attimo prima delle loro foto ufficiali di identificazione. I loro volti sono poi messi su un distintivo. Questo badge autorizza loro l’accesso alle razioni di cibo. Queste immagini di Luca Catalano Gonzaga raccontano una storia di persone in fuga dalle loro terre d’origine, dove gli individui diventano numeri, bocche da sfamare, razioni di cibo da distribuire. (testo a cura di Luca Catalano Gonzaga).