Haratin, the mask of modern slavery

by Luca Catalano Gonzaga

La Mauritania è il paese che ha il più alto tasso di popolazione schiava al mondo: 140-160.000 persone su un totale di meno di 4 milioni di abitanti. Sono dati riportati dal Global Slavery Index 2013 su uno studio condotto in 162 paesi combinando diversi indicatori, tra I quali il traffico di esseri umani dentro e fuori un paese e i matrimoni delle bambine. Ma chi sono gli schiavi del XXI secolo? Sono adulti e bambini considerati proprietà esclusiva di un padrone, il quale esercita pieno potere sulla loro vita e quella dei loro discendenti. Schiavi si nasce e si muore; è uno status che si tramanda di generazione in generazione come per gli Haratin la popolazione nera da secoli sottomessa alla minoranza di origine araba che oggi detiene il potere politico ed economico della Mauritania. Pur essendo stata abolita nel 1981, la schiavitù è diventata reato penale e gli schiavisti penalmente perseguibili solo nel 2007. Per i pochi schiavi che hanno consapevolezza dei loro diritti è difficile ottenere giustizia. La legge sembra essere stata concepita per scoraggiare le vittime. Lo schiavo deve denunciare il suo stato altrimenti la polizia non può procedere d’ufficio. L’onere della prova spetta alla vittima che spesso è analfabeta e non è in grado di sporgere denuncia formale. Né può essere aiutato a espletare le formalità burocratiche; le tante associazioni locali che si battono in difesa dei diritti umani non possono intervenire perché la legge non lo consente. Non sorprende che da quando è entrata in vigore nessun padrone sia stato condannato per schiavitù. (testo a cura di Luca Catalano Gonzaga).

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