Ending dream

by Luca Catalano Gonzaga

Non c’è stato un giorno nei mesi estivi in cui non si è parlato su giornali e televisioni dei flussi migratori nel Mediterraneo. Se a Luglio gli sbarchi sono stati dimezzati, ad Agosto c’è stato un netto calo dovuto agli accordi raggiunti tra l’Italia e la Libia. Per capirlo basta consultare il cruscotto statistico del Ministero dell’Interno che registra i dati degli sbarchi del 2016 e del 2017. Da febbraio a giugno 2017 non c’è mese in cui gli arrivi non superino di gran lunga quelli del 2016 (oltre 200mila sbarchi). Ma a luglio, un mese in cui le partenze toccano solitamente il picco, arriva la svolta. Gli11 mila e 459 sbarchi risultano meno della metà rispetto ai 23mila e 552 del 2016. Una tendenza rimarcata dai dati quotidiani che dal 26 luglio al 10 agosto, registrano oltre al picco massimo di 418 arrivi del 3 agosto molte giornate senza un solo sbarco. Numeri da sogno se paragonati ad un 2016 in cui si registravano 2.123 arrivi solo il 30 luglio, 1.733 il giorno successivo e addirittura 3mila e 418 il 2 agosto. Il supporto tecnico-logistico garantito dal governo di Roma alla Guardia Costiera Libica, l’entrata in vigore del Codice di condotta per le navi delle Organizzazioni Non Governative ed infine il blocco della rotta per la Libia attraverso il Niger, passando dal crocevia di Agadez per poi raggiungere Séguédine, ultimo avamposto del Magreb, hanno de facto messo la parola fine a questo traffico di esseri umani. Tra il 10 e il 24 agosto il fotografo Luca Catalano Gonzaga si è trovato a bordo della nave “Luigi Dattilo” della Guardia Costiera Italiana per raccontare l’attività di soccorso dei migranti lungo le coste libiche tuttavia durante l’intero periodo di permanenza, proprio grazie agli accordi siglati tra i due governi in quei giorni, si è registrato un solo avvistamento di un barcone proveniente da Sabratha in cui erano stipate 99 persone. Improvvisamente la gestione dei flussi si è dirottata in Libia dove gli sbarchi vengono bloccati sul nascere. Ora tutti gli occhi sono puntati lì. (testo di Sebastiano Caputo).