Donbass stories – Spartaco and Liza

by Giorgio Bianchi

Subito dopo lo scoppio del conflitto nel Donbass, Spartaco lascia il lavoro e la casa nella quale viveva con la madre per arruolarsi come volontario tra le fila delle milizie  filorusse. Ritenendo di non aver più nulla da perdere, molto motivato dal punto di vista ideologico e forte della sua precedente preparazione militare (nei paracadutisti del battaglione Folgore prima e nell’Esercito dopo), Spartaco decide di sposare la causa separatista abbandonando definitivamente quella vita nella profonda provincia bresciana che lo aveva demotivato e depresso. Giunto a Donetsk nell’autunno 2014, le sue pregresse competenze militari fanno sì che venga arruolato immediatamente nel battaglione Vostok, per poi essere prontamente spedito al fronte, dopo un sommario addestramento, pur non conoscendo una sola parola di russo.Sono i giorni della battaglia dell’aeroporto di Donetsk: si combatte a poche centinaia di metri dal nemico, sotto il fuoco costante dell’artiglieria e dei tank, con temperature che si aggirano attorno ai -20 gradi centigradi.
Durante quella battaglia Spartaco viene ferito tre volte; ciononostante, una volta guarito, chiede sempre di essere riassegnato alla prima linea. Dopo l’aeroporto Spartaco viene dislocato a Spartak, piccolo villaggio alle porte di Donetsk costantemente bombardato dall’artiglieria nemica, quindi nella “promzona” a ridosso di Avdiivka e poi di nuovo nei pressi dell’aeroporto. Nel 2017 per la prima volta dopo tre anni, Spartaco torna per qualche giorno in Italia per fare visita alla madre. Tramite Facebook Spartaco conosce Liza. Liza è una ragazza di Donetsk che ha imparato l’italiano chattando sui social. Abbandonata assieme ai suoi due figli dal marito, scappato in Russia dopo il deflagrare del conflitto, Liza ed i bambini vivono con i genitori di lei nella casa paterna. Liza lavora come sarta nel Teatro dell’Opera di Donetsk dove cuce i costumi delle ballerine. Sonja la figlia più piccola studia danza e da grande sogna di ballare nel teatro dove lavora la sua mamma, mentre Daniil il maggiore spera un giorno di diventare un miliziano come Spartaco. La routine di Spartaco prevede due settimane in trincea e due giorni a riposo. Essendo la sua nuova postazione a pochi passi da Donetsk, nei giorni di licenza Spartaco fa ritorno alla sua abitazione in città: un bagno caldo per lavare via lo sporco accumulato nei 15 giorni trascorsi nel fango, la rasatura dei capelli, qualche bicchierino di cognac e poi il consueto giro di saluti tramite i social; al fronte internet non funziona pertanto l’unico modo per rimanere in contatto con la mamma, gli amici ed i sostenitori è quello di attendere di poter tornare a casa. Nei due giorni di riposo, al termine del suo turno di lavoro al teatro, Liza passa a trovare Spartaco per trascorrere con lui alcune ore in intimità, trattenendosi fino a quando, il giorno successivo, non dovrà fare ritorno in postazione (Testo a cura di Giorgio Bianchi).

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