Donbass stories – Roma e Oxsana

by Giorgio Bianchi

Nonostante i blackout, il crollo dell’economia, il coprifuoco e i bombardamenti quotidiani, gli abitanti della città separatista di Donetsk affluiscono in massa agli spettacoli del teatro dell’Opera di Donetsk in cerca di conforto dalla dura realtà della vita all’interno di un’area di conflitto. Circa un terzo degli artisti del teatro è fuggita subito dopo lo scoppio del conflitto, inclusi importanti cantanti e quattro direttori d’orchestra.
Un ulteriore aggravio della situazione occorse quando un razzo Grad vagante colpì il magazzino nel quale erano riposte gran parte delle scenografie. Il Teatro dell’Opera fu costretto alla chiusura nel luglio 2015; a seguito del reclutamento di un nuovo staff riprese a funzionare nel settembre 2015. Nonostante le ostilità proseguano senza sosta da diversi anni, i 960 posti a sedere della struttura risultano essere sempre al completo sin dalla riapertura. Nel guardaroba al piano terra, giacche mimetiche trovano posto tra i soprabiti e le pellicce dei civili. Roma ed Oxsana sono due ballerini professionisti che lavorano per il Donbass Opera Theatre. Sposati dal 2013 la loro vita si alterna tra prove, esibizioni ed estenuanti allenamenti fisici; la loro routine prevede sei giorni di lavoro ed un giorno di riposo, in genere il lunedì, che usualmente trascorrono in casa. Formatisi fin da giovanissimi nell’accademia del teatro, diventano professionisti attorno al 2007. Con lo scoppio della guerra civile nel 2014, si trasferiscono temporaneamente presso alcuni loro colleghi a San Pietroburgo per poi fare ritorno a Donetsk nel 2015 quasi in concomitanza con la riapertura del teatro. In quell’anno un missile Grad sparato dall’esercito governativo colpisce proprio difronte la loro abitazione un filobus causando l’uccisione di 13 persone ed il ferimento di diverse altre; Roma è stato tra i primi ad accorrere sul luogo della strage ed a prestare i primi soccorsi; da quel giorno Oksana soffre di crisi di panico che si innescano non appena ode, anche in lontananza, i boati delle esplosioni dei colpi di artiglieria. Anche se al momento i due giovani non intendono abbandonare la loro città natale, non escludono di trasferirsi in Russia in caso di escalation del conflitto (Text by Giorgio Bianchi).