Donbass stories – Little Liza

by Giorgio Bianchi

Nel silenzio della maggior parte dei media occidentali la guerra in Ucraina prosegue incessantemente. Nonostante il secondo protocollo di Minsk, i bombardamenti continuano nei villaggi alla periferia di Donetsk e lungo tutta la linea del fronte; Spartak, Pesky, Avdiivka solo per citarne alcune sono oramai città fantasma ridotte quasi ad un cumulo di macerie e pressoché disabitate. La maggior parte degli abitanti si è trasferita all’estero o ha trovato rifugio presso amici o conoscenti a Donetsk. Purtroppo non tutti hanno avuto queste possibilità trovandosi soli o con i documenti non in regola per espatriare. Quest’ultima condizione accomuna molti abitanti dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk (DNR); infatti la legge ucraina prevede la sostituzione periodica della foto sul passaporto per poterne prorogare la validità. Chi non è riuscito a farlo prima dello scoppio della guerra, oggigiorno dovrebbe superare il confine segnato dalla linea del fronte per recarsi presso gli uffici amministrativi di Kiev, rischiando di essere trattenuto o peggio ancora arrestato. Per coloro che si trovano in queste condizioni e sono sprovvisti di mezzi di sostentamento l’unica alternativa è quella di vedersi assegnata una stanza in un dormitorio. Di queste strutture ve ne sono diverse a Donetsk e complessivamente ospitano migliaia di persone. I dormitori sono in genere dei grossi palazzoni, spesso dell’epoca di Kruscev, che nel tempo hanno ricoperto diverse destinazioni d’uso: alcuni erano condomini, altri erano ospedali, altri ancora sono stati padiglioni universitari. Ogni assegnatario dispone di una stanza le cui dimensioni variano in base alla composizione del nucleo familiare. Per quanto riguarda gli ospiti dei dormitori si passa dalle famiglie con bambini, agli anziani soli (alcuni anche veterani della WWII), ai soldati feriti ed ai rifugiati politici. Ogni occupante ha una storia da raccontare per lo più fatta di affetti o luoghi cari dovuti abbandonare in tutta fretta a causa dei bombardamenti. Le cucine, i bagni e le docce sono tutti in comune e sono inframmezzati tra le stanze lungo i corridoi che si estendono su ciascun piano. Ci sono inoltre spazi per lavare e stendere i panni ed aree ricreative per i bambini. Ogni stanza corrisponde ad un mondo fatto di mobili, di elettrodomestici, di oggetti di uso quotidiano, di libri e di ricordi, poiché ognuno di questi ambienti custodisce tutta la vita di queste persone. La piccola Liza vive in una di queste stanze con la nonna. Nel gennaio 2015 la sua famiglia ha abbandonato la propria abitazione che era situata in Spartak, un piccolo villaggio alla periferia di Donetsk, per traferirsi in città al riparo dai bombardamenti che in quel periodo ed in quella zona erano molto intensi. E’ stato proprio a causa di un colpo di artiglieria caduto sulla casa nel febbraio 2015 che questa è stata quasi interamente distrutta. Da quel momento la famiglia si è trasferita diverse volte fin quando non si è deciso far alloggiare la piccola con la nonna nella stanza messa a disposizione dal governo nel dormitorio per IDPs, mentre i genitori si sono trasferiti temporaneamente presso alcuni parenti in Russia. Liza, che ha compiuto da poco i 9 anni, come tutti i bambini che abitano nel dormitorio frequenta la vicina scuola primaria dove trascorre tutta la mattinata e parte del pomeriggio. Dopo aver pranzato alla mensa scolastica fa ritorno nella stanza dove spesso si intrattiene con i suoi amichetti del dormitorio per giocare o fare i compiti assieme. Tre volte a settimana Liza si reca presso la House of Culture del suo quartiere per frequentare un corso di danza tradizionale. Il suo sogno più grande è quello di poter tornare a vivere tutti assieme nella casa di Spartak (Testo a cura di Giorgio Bianchi).