Child labour

by Luca Catalano Gonzaga

Può sembrare un neologismo ma non lo è. Di fatto in tutto il mondo i bambini sono da sempre la forza lavoro più docile, più ricattabile e più economica a disposizione di datori di lavoro senza scrupoli. Stando alle cifre delle organizzazioni internazionali oggi nel mondo ci sono 150 milioni di bambini che fanno lavori che mettono a rischio la loro salute mentale e fisica, condannati a una vita senza svaghi né istruzione. Tra le categorie più a rischio ci sono i bambini lavoratori nelle fornaci. In molti paesi, la produzione dei mattoni viene ancora realizzata a mano. I bambini lavoratori, dopo avere mescolato l’argilla con l’acqua ed aver ottenuto la consistenza adeguata, utilizzano stampi in legno per dare forma ai mattoni. Quando i mattoni sono asciutti, vengono trasportati prima nei forni per la cottura e poi, una volta cotti, vengono caricati sui camion che li distribuiscono alle imprese edili. Ogni mattone può pesare fino a 4 kg, ed un bambino arriva a trasportare, sulle spalle o sulla testa, dai 1.000 ai 2.000 mattoni al giorno, per un totale di 12 ore lavorative. Il salario quotidiano varia in base al numero di mattoni trasportati. La retribuzione può raggiungere livelli molto bassi, fino ad un dollaro per mille mattoni. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) stima che 2.6 milioni di bambini Nepalesi (40% della popolazione) tra i 5 ed i 14 svolgono un’attività lavorativa, di questi circa 60.000 lavorano nei forni per la cottura dei mattoni. In Nepal sono presenti 900 forni, di cui 500 solo nella valle di Kathmandu. Ed è stato calcolato che le fornaci rilasciano circa 837.000 tonnellate di diossina. (testo a cura di Luca Catalano Gonzaga).

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