Artisanal gold mining

by Luca Catalano Gonzaga

Indonesia è al contempo estremamente vulnerabile ai cambiamenti climatici ed è anche il terzo emettitore di gas serra, se viene preso in considerazione il processo di deforestazione della foresta fluviale del Borneo. (Report Unicef UK 2015 http://www.unicef.org.uk/Latest/Publications/Climate-change-violence-and-young-people/). La terra che oggi i cercatori di oro sventrano alla ricerca del più prezioso dei metalli, un tempo era coperta dal una rigogliosa foresta. Nei villaggi di Tumbang Tariak e Tumbang Miwan, nel Borneo indonesiano, sono in molti a sfidare la legge – estrarre oro è considerata un’attività illegale – e la salute. Le leggi governative si aggirano corrompendo i pubblici ufficiali che dovrebbero a livello locale controllare. La ricerca del proprio piccolo Eldorado è obiettivo di molte famiglie da queste parti: bastano pochi anni di duro lavoro per guadagnare quel tanto che serve ad andarsene da questo luogo desolato di fango e veleni, comprare casa in città e ricominciare un’altra vita. Solo nel distretto di Gulung ci sono 10.000 cercatori d’oro. I minatori “Informali” – come vengono chiamati – non dispongono di tecnologie sofisticate e per estrarre l’oro utilizzano il mercurio mischiando l’acqua con il minerale che contiene l’oro per formare un amalgama. Subito dopo la miscela viene riscaldata per rimuovere il mercurio per evaporazione mentre l’acqua contaminata viene scaricata nel fiume Kahayan che attraversa i villaggi circostanti. L’intera falda freatica è contaminata. Si beve acqua al mercurio, si irrigano i campi avvelenando la catena alimentare. Di mercurio si muore. Eppure la ricerca dell’oro non si arresta neanche di fronte alle ferite inferte alla natura che qui sembra ormai un lontano ricordo. Non ci sono alberi, ormai eradicati per scavare senza pietà la terra, resa ormai perenne acquitrino dal gettito delle pompe d’acqua che i minatori usano per portare i detriti in superficie. Ed è questa la fase più delicata e rischiosa . Solo nel 2015 sono morti nel distretto di Gunung 24 persone sommerse dal fango perché le pareti non hanno retto e sono improvvisamente crollate. Dopo la selezione dei detriti e l’uso sconsiderato del mercurio l’oro viene separato dagli altri materiali, pesato e valutato. (testo di Luca Catalano Gonzaga).